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Queensrÿche - I will remember ::: HQ ::: con Testo / Special Track

♫♪.ılılıll|̲̅̅●̲̅̅|̲̅̅=̲̅̅|̲̅̅­●̲̅̅|llılılı.♫♪. Rock & Roll Rules ☞ Pump Up The Volume )))... Rage for Order non è neanche lontanamente il miglior disco dei Queensryche; non è neanche il miglior album del 1986, se è per questo. Ma pensate un po': una band di Seattle, impegnata in una rivalità (per lo più creata dalla stampa di settore) con i Fates Warning su quale fosse l'astro nascente del power american-style, che se ne esce con questo album qua, in questo modo qua. Tanto per cominciare, il look (roba che al confronto i Motley Crue erano delle scolarette): capelli cotonati, eyeliner, tutine di dubbio gusto e tutto quello che contribuisce allo stereotipo visuale del glam metal duro e puro. "Venduti", mormora qualche fan della prima ora. Poi, Rage for Order con la sua copertina di disarmante semplicità, e il rosso come incongruo leit-motiv cromatico. Infine, il coraggio di metterlo nello stereo, temendo di essere stati traditi da una giovane band che -si diceva- avrebbe portato il metal americano a nuovi livelli. La prima cosa che si nota è che Geoff Tate è un dio, ma di quelle divinità bizzarre e poco sacre, priva dell'autorevolezza dei metal gods britannici, e con in più un'estensione mostruosa e una disinvoltura nei falsetti da far spavento. Il suono appare influenzato dall'hard rock commercialotto che cominciava ad essere un must, con le sue commistioni con il pop d'antan (e infatti il primo singolo estratto è Gonna Get Close to You, cover di Lisa DalBello: "Venduti", dice a voce alta qualche fan) e le sue melodie sfrontate, ma basta sentire I Dream in Infrared per capire l'errore di tale visione: sono molti di più gli angoli non smussati di glaciale freddezza, di manie elettroniche, di urla emotive di Tate, che non le concessioni alle mode imperanti. Anche perché sotto ai cori -trademark dei Queensryche come li conosceremo in seguito- c'è un mondo cyberpunk che si rivela in minima parte. Ripetiamo: sei giovanotti della provincia urbana nord-americana, truccati da glamsters, propongono un heavy infarcito di chitarre e con spunti elettronici assolutamente inediti, e ci disegnano sopra testi strazianti e metaumanoidi, abbozzando la critica al potere che verrà espressa in Operation: Mindcrime. Intendiamoci: Rage for Order non è Operation: Mindcrime, né Empire, perché ai bei tempi ogni disco dei Queensryche sembrava nato da un mondo a parte, eppure collegato a tutto il resto. Insomma, Tate e compagni, mi si perdoni il francesismo, avevano le palle di fare assolutamente quello che volevano del loro sound, della loro immagine, dei loro testi. Ci sono brani che meriterebbero di essere ricordati nei secoli: Walk in the Shadows apre il platter con melodica veemenza, ed è uno dei classici della band. Se non temessi di avventurarmi troppo in là con il confronto, direi che vale tranquillamente una Revolution Calling. The Whisper, invece, richiama maggiormente l'elemento NWOBHM del suono dei 'Ryche, aggiungendovi un testo raggelante per potenza delle immagini ("Prendimi per mano, non aver paura: io sono il padrone, tu la mia schiava"), mentre Screaming in Digital, pur essendo un po' più carente da un punto di vista strettamente musicale, ricama trame psicologiche volte a sviscerare il rapporto dell'uomo-macchina con colui che può apparire come suo simile, ma che in realtà è così diverso. I Will Remember è una ballad di livello stellare, con una prestazione fuori dall'umana concezione da parte di un Tate che ha veramente tutto: estensione, tecnica, grazia, gusto e passione. Non si dovrebbe tacere poi della potente Chemical Youth, né della stralunata Neue Regel, o ancora della crudele Surgical Strike. ecc........ecc................. Mi Ricorderò Stanotte fuori c'è un vento gelido Che congela degli occhi lontani Un orbita passa... nella tua mente Io mi ricorderò E tu ti ricorderai La stella che ha brillato stanotte... C'è un pensiero nella tua mente Una visione del tempo Quando la sapienza era confinata Ci siamo chiesti come le macchine Avrebbero potuto rubare i sogni Da dei luoghi mai visti prima... e ciò è vero Io mi ricorderò E tu ti ricorderai La stella che ha brillato stanotte... Quando guardi il cielo di sera E vaghi nello spazio con la tua mente Potresti vedere gli occhi della nazione Ma non nasconderti... perché sono i tuoi Io mi ricorderò E tu ti ricorderai La stella che ha brillato stanotte... Oh, non riesci a vedere la luce Della stella che tutto sa?

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